posted by rikkardino @ 09:11 - sabato, 06 dicembre 2008
Intanto si vive... e sembra chequesto spazio virtuale si sente un pò abbandonato.
Intanto si vive... e sembra che ci si giochi il tutto per tutto, o quasi.
Intanto si vive... e sembra che si cominci a sentire quello stato innaturale.
Intanto si vive... e sembra che la paura razionale lotti di continuo con l'istinto.
Intanto si vive... e sembra che il passato sia così duro da affrontare e scacciare dalla mente.
Intanto si vive... e sembra che il mondo, ora sia possibile guardarlo solo da lì. Con la testa sulle tue gambe, mentre guidi e dal vetro, scorrono i palazzi, scorrono le vie, che riconosco, nonostante sembrino così nuove.
Intanto si vive... e sembra che sia meglio fermarsi a un tanto così.
Intanto si vive... e sembra che non riesca più a dormire bene.
Intanto si vive... e sembra che qualcuno abbia già lasciato scritto quello che volevi tu.
Quando mai vuol dire un sempre
quando un sempre è un paradosso
quando per capire il senso
devi andare in controtempo
quando sei soltando un'ombra
nella vita di qualcuno
e ti basta perchè senza
non saresti piu' nessuno
quando la comodità
di un'amore a intermittenza
ti presenterà il suo conto
e non sarà mai abbastanza
quando il tempo sfoglierà
le pagine di questo amore
e ti sembrerà assurdo
non poterlo raccontare
perchè amare fino in fondo è uno stato innaturale
che prevede l'esclusione di ogni forma razionale
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude
quando recintare il cuore
con una gabbia di spine
sembrerà la soluzione
piu' adeguata per star bene
quando avanzare è un rischio
piu' rischioso è non rischiare
e non c'è utopia piu' grande
del doversi accontentare
quando vivere a metà
è una forte tentazione
che si eclissa in un istante
dove affonda la ragione,
quando il mondo è in controluce
e ti senti un negativo
modula l'esposizione
non cambiare l'obiettivo
perchè amare fino in fondo è uno stato innaturale
che prevede l'esclusione di ogni forma razionale
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude.
V.Vaglio - Stato innaturale
Intanto si vive... e sembra che ci si giochi il tutto per tutto, o quasi.
Intanto si vive... e sembra che si cominci a sentire quello stato innaturale.
Intanto si vive... e sembra che la paura razionale lotti di continuo con l'istinto.
Intanto si vive... e sembra che il passato sia così duro da affrontare e scacciare dalla mente.
Intanto si vive... e sembra che il mondo, ora sia possibile guardarlo solo da lì. Con la testa sulle tue gambe, mentre guidi e dal vetro, scorrono i palazzi, scorrono le vie, che riconosco, nonostante sembrino così nuove.
Intanto si vive... e sembra che sia meglio fermarsi a un tanto così.
Intanto si vive... e sembra che non riesca più a dormire bene.
Intanto si vive... e sembra che qualcuno abbia già lasciato scritto quello che volevi tu.
quando un sempre è un paradosso
quando per capire il senso
devi andare in controtempo
quando sei soltando un'ombra
nella vita di qualcuno
e ti basta perchè senza
non saresti piu' nessuno
quando la comodità
di un'amore a intermittenza
ti presenterà il suo conto
e non sarà mai abbastanza
quando il tempo sfoglierà
le pagine di questo amore
e ti sembrerà assurdo
non poterlo raccontare
perchè amare fino in fondo è uno stato innaturale
che prevede l'esclusione di ogni forma razionale
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude
quando recintare il cuore
con una gabbia di spine
sembrerà la soluzione
piu' adeguata per star bene
quando avanzare è un rischio
piu' rischioso è non rischiare
e non c'è utopia piu' grande
del doversi accontentare
quando vivere a metà
è una forte tentazione
che si eclissa in un istante
dove affonda la ragione,
quando il mondo è in controluce
e ti senti un negativo
modula l'esposizione
non cambiare l'obiettivo
perchè amare fino in fondo è uno stato innaturale
che prevede l'esclusione di ogni forma razionale
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude.
V.Vaglio - Stato innaturale
in: > , la rotonda, il camillo, primo settembre, la prova del nove
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posted by rikkardino @ 23:41 - giovedì, 27 novembre 2008
Il martini con l'oliva. Certo. Non poteva essere altrimenti. Per la nostra chiacchierata. In sottofondo non sò bene quale luminare, o giudicato tale, parlava di design e giovani precari. Noi ancora lì, con le incursioni del nostro barista preferito, che se non fosse stato gay, o sei io fossi stato meno scemo... Eccoci. Sembra sia passato un secolo o nemmeno un secondo. Nell'era liquida, in cui tutto muta, si trasforma, cambia e vive di corse in avanti, nella città antica che fa finta di vestirsi di capitale moderna, in quel caffè di finti intellettualoidi e veri maestri, a noi sembra di rivivere le stesse cose.
Così esplode la tua valanga. Situazioni già vissute. Quest'estate sei stata la mia forza, mi hai preso per mano e ascoltato e ascoltato e ascoltato... Sempre con i nostri Martini. Con l'oliva. Ora che ascolto io, ricordo quanto, a volte, le tue parole sembrassero vento. Quando ti dico quello che penso, quando ti dico "Io ci sono passato, ricordi?" E ti faccio ricordare quanto non ti piacevo, quand'ero un pò come sei tu ora. E ancora chiacchiere e mi stupisco a vedere quella luce che hai negli occhi, mi domando se l'avessi anch'io, qualche tempo fà.E ora che sono forte, un pò sarcastico e un pò disincantato, ti facico vedere quanto vedi la situazione come la guardavo io, e ti dico "non cascarci" e ti dico" metti i tuoi paletti". E' tutto più facile col senno di poi, con la forza dell'esperienza. E mi chiedo quanto vento saranno le mie parole di questa sera. Ma io ci sarò, comunque. A ripetertele. O semplicemente a sorreggerti. Anche se adesso ti sembra di non averne bisogno. Chè sei così leggera quando parli di lui. Come lo ero io. E poi, sembrava tutto passato. E ancora queste strane coincidenze nella nostra vita, fatta di cicli paralleli. "grazie" mi dici. "Grazie a te" di farmi stare accanto.
E poi succeda quel che succeda. Tanto sappiamo come ragioniamo, come viviamo, come pensiamo.
Vogliamo vivere, perchè non ha senso fermarsi prima, vogliamo crederci, perchè non ha senso non sognare, vogliamo ancora questo nostro martini, con l'oliva, per dirci che non ci abbandoneremo mai.
E poi ancora chiacchiere in serata, forse un grido che non avevo intuito di un amico, il bisogno di risate con un altro che ritrova la sua serenità(?) e ancora una telefonata fugace con qualcuno che hai sempre visto ridere, ma non così, non come stasera. E sei felice perchè comunque, è un'avventura da vivere.
E mia madre ai piedi del letto, per il solito resoconto.E' sempre più bella e comprensiva ormai, anche se non perde occasione di essere madre. Anche quando risente quel nome. E si blocca e non capisce. E semplicemente mi dà fiducia. Stavolta non se l'aspettava. Ma me lo disse lei, è tutto da vivere.
Questo post è ricco di riferimenti, persone, situazioni, immagini. Nessuna a caso, qualcuno si riconoscerà, altri tenteranno di cpaire, come sempre.
Per me è solo una dedica, a chi sento vicino, in varie forme e vari modi. E chi vorrei accanto, proprio nelel sue forme e nei suoi modi.
Così esplode la tua valanga. Situazioni già vissute. Quest'estate sei stata la mia forza, mi hai preso per mano e ascoltato e ascoltato e ascoltato... Sempre con i nostri Martini. Con l'oliva. Ora che ascolto io, ricordo quanto, a volte, le tue parole sembrassero vento. Quando ti dico quello che penso, quando ti dico "Io ci sono passato, ricordi?" E ti faccio ricordare quanto non ti piacevo, quand'ero un pò come sei tu ora. E ancora chiacchiere e mi stupisco a vedere quella luce che hai negli occhi, mi domando se l'avessi anch'io, qualche tempo fà.E ora che sono forte, un pò sarcastico e un pò disincantato, ti facico vedere quanto vedi la situazione come la guardavo io, e ti dico "non cascarci" e ti dico" metti i tuoi paletti". E' tutto più facile col senno di poi, con la forza dell'esperienza. E mi chiedo quanto vento saranno le mie parole di questa sera. Ma io ci sarò, comunque. A ripetertele. O semplicemente a sorreggerti. Anche se adesso ti sembra di non averne bisogno. Chè sei così leggera quando parli di lui. Come lo ero io. E poi, sembrava tutto passato. E ancora queste strane coincidenze nella nostra vita, fatta di cicli paralleli. "grazie" mi dici. "Grazie a te" di farmi stare accanto.
E poi succeda quel che succeda. Tanto sappiamo come ragioniamo, come viviamo, come pensiamo.
Vogliamo vivere, perchè non ha senso fermarsi prima, vogliamo crederci, perchè non ha senso non sognare, vogliamo ancora questo nostro martini, con l'oliva, per dirci che non ci abbandoneremo mai.
E poi ancora chiacchiere in serata, forse un grido che non avevo intuito di un amico, il bisogno di risate con un altro che ritrova la sua serenità(?) e ancora una telefonata fugace con qualcuno che hai sempre visto ridere, ma non così, non come stasera. E sei felice perchè comunque, è un'avventura da vivere.
E mia madre ai piedi del letto, per il solito resoconto.E' sempre più bella e comprensiva ormai, anche se non perde occasione di essere madre. Anche quando risente quel nome. E si blocca e non capisce. E semplicemente mi dà fiducia. Stavolta non se l'aspettava. Ma me lo disse lei, è tutto da vivere.
Questo post è ricco di riferimenti, persone, situazioni, immagini. Nessuna a caso, qualcuno si riconoscerà, altri tenteranno di cpaire, come sempre.
Per me è solo una dedica, a chi sento vicino, in varie forme e vari modi. E chi vorrei accanto, proprio nelel sue forme e nei suoi modi.
posted by rikkardino @ 12:51 - sabato, 18 ottobre 2008
in: la zia delle bionde, shottinari si nasce, mucca, la rotonda, il camillo, primo settembre
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posted by rikkardino @ 11:54 - domenica, 12 ottobre 2008
Durante il weekend. Avrei scritto questa sera. Eppure. Ancora una volta poche ore di sonno e nn riesco a riaddormentarmi.Stavolta penso.
E mentre qualcuno cerca "Pasquale detto anche Adelaide" e il cameriere di Giada si prende il numero di Tardò perchè "Sabato plossimo vengo anch'io a ballale...c'è gnocca (seguito da inequivocabile gesto intercontinentale)...Chiedo a te pelchè tu son sembli gay... sembli... valio, misto"...
Io continuavo a chiedermi una cosa da qualche giorno ormai, insistentemente: il viaggio è, per me, anche tornare, "ai miei pensieri, a com'ero ieri...". Spostare indietro le lancette? conservando la consapevolezza di quello che ho vissuto quello che c'è stato, delle esperienze fatte, dalla mia auto-conoscenza. E' qualcosa in più rispetto al solo "senno di poi"...Mentre cercavo di decidere dove rimettere quelle lancette , ho vissuto qualche ora come un anno fa.
Io e te, prima la disco, poi dormire abbracciati. E il pranzo con i miei e le corse in motorino e tu che mi dici quella strada che non imparerò mai.
E poi quel gran genio del mio amico che finalmente prova a essere di nuovo sereno, leggero, felice(?).La sera balalndo solo noi due in disco, prorpio come un anno fà. Tanta gente fà. E ridiamo come due cretini quando ci raccontiamo quel che è successo, davanti una cocacola di sabato pomeriggio. Proprio come un anno fà. Al massimo della leggerezza. Era ottobre e tutto era lì che ancora doveva venire...
E poi ancora un'altra serata, ancora scorci d'estate. Diversi, altalenanti. Denim non è più denim forse(?).Eppure ancora così vogliono dipingermi.Sto al gioco. Ma ormai è l'alba quando qualcosa mi riporta alla realtà.E mentre scrivo... E se portassi le lancette avanti tutta, senza fermarmi. La consapevolezza resterebbe? Sarebbe più difficile costruire quella leggerezza e ritrovare la mia determinazione? POtrei farlo da solo? E se mni dessi la possibilità di entrare, lo farei? Lo saprei/vorrei fare ancora?
Qualcuno aveva avuto il sospetto. Io non potevo crederci. Chè sò io quello che ci siamo detti, sò io come ci siamo guardati, sò io come ci siamo sfiorati l'anima.
E il weekend non è ancora finito.
E mentre qualcuno cerca "Pasquale detto anche Adelaide" e il cameriere di Giada si prende il numero di Tardò perchè "Sabato plossimo vengo anch'io a ballale...c'è gnocca (seguito da inequivocabile gesto intercontinentale)...Chiedo a te pelchè tu son sembli gay... sembli... valio, misto"...
Io continuavo a chiedermi una cosa da qualche giorno ormai, insistentemente: il viaggio è, per me, anche tornare, "ai miei pensieri, a com'ero ieri...". Spostare indietro le lancette? conservando la consapevolezza di quello che ho vissuto quello che c'è stato, delle esperienze fatte, dalla mia auto-conoscenza. E' qualcosa in più rispetto al solo "senno di poi"...Mentre cercavo di decidere dove rimettere quelle lancette , ho vissuto qualche ora come un anno fa.
Io e te, prima la disco, poi dormire abbracciati. E il pranzo con i miei e le corse in motorino e tu che mi dici quella strada che non imparerò mai.
E poi quel gran genio del mio amico che finalmente prova a essere di nuovo sereno, leggero, felice(?).La sera balalndo solo noi due in disco, prorpio come un anno fà. Tanta gente fà. E ridiamo come due cretini quando ci raccontiamo quel che è successo, davanti una cocacola di sabato pomeriggio. Proprio come un anno fà. Al massimo della leggerezza. Era ottobre e tutto era lì che ancora doveva venire...
E poi ancora un'altra serata, ancora scorci d'estate. Diversi, altalenanti. Denim non è più denim forse(?).Eppure ancora così vogliono dipingermi.Sto al gioco. Ma ormai è l'alba quando qualcosa mi riporta alla realtà.E mentre scrivo... E se portassi le lancette avanti tutta, senza fermarmi. La consapevolezza resterebbe? Sarebbe più difficile costruire quella leggerezza e ritrovare la mia determinazione? POtrei farlo da solo? E se mni dessi la possibilità di entrare, lo farei? Lo saprei/vorrei fare ancora?
Qualcuno aveva avuto il sospetto. Io non potevo crederci. Chè sò io quello che ci siamo detti, sò io come ci siamo guardati, sò io come ci siamo sfiorati l'anima.
E il weekend non è ancora finito.
in: shottinari si nasce, mucca, il camillo, succede di domenica, primo settembre
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posted by rikkardino @ 19:57 - lunedì, 01 settembre 2008
Sono solo pochi giorni che ci penso. Eppure mi colpisce questa data simbolica. Lunedì, primo, settembre. E mi ritorna in mente il mantra di mia madre quando andavo a scuola "Il primo settembre si ricomincia"... Ed è vero, quest'anno più che mai.L'estate più lunga e intensa che ricordi è davvero finita. Picchi, baratri, stravolgimenti e emozioni di ogni sorta che hanno trasformato pochi mesi in un periodo infinito. Non doveva andare così, forse. Per alcuni versi era inevitabile, per altri, adesso, un bene. Ripercorro con la mente tutte le sensazioni, persone, situazioni. Conscenze fugaci e conferme di stabilità.
Tante volte mi sembrava di dover/voler ricominciare. Sembrava sempre un inizio. Eccitanti sfide o doverosi cambi di pagina. Nulla confronto a questo primo settembre.
Più vivo che mai, ancora consapevolemente fragile, ma stranamente determinato. Con dei tagli effettuati, altri da fare , ma decisi, altri che saranno inevitabili. Ma il tempo forse mi stupirà. E con le stesse, le migliori, persone al mio orizzonte. E qualche "piccolo particolare" nuovo.
Adesso che ho conosciuto la casa dell'amore, dell'illusione, dell'amicizia e della diffidenza e ho imparato che sono parti dello stesso stabile, ma che non vanno mai confuse.
Adesso che ho imparato che sono tutte case diverse, ma che non voglio smettere di frequentarle. E poi ricominciare.
Adesso che conosco i numeri e i nomi di chi farà per sempre parte della mia vita, ovunque e comunque.
Adesso che ho ricordato chi ero, visto cosa ero diventato, scelto cosa non voglio essere e attirato da come potrei tornare.
Adesso che ho bisogno anche della routine per assaporare ancor di più le scelte nei momenti di libertà.
Adesso, un anno intero passa, l'estate e tutto quello che l'ha preceduta. Poco resta in piedi, ma è moltissimo per ricominciare.
E ricominceranno gli orari, gli impegni, la vita fucsia, la politica, il lavoro, l'università e il movimento glbt. Riprendere tutto per partire di nuovo. Quello che avevo lasciato indietro. Avevo lasciato travolgere dalal passione e da un fuoco che è divenuto fatuo.
Adesso mia madre aveva ragione " Il primo settembre si ricomincia".
[E poi. Io ci metto del mio, ma le cose, da sole, cominciano a capitare.
"Non guardarmi così, tanto ti sgamo"
E 'fanculo alla dieta se la pasta alle 5 di mattina la mangiamo sul letto e ridiamo e poi...
Resta un pò qui...anche se è primo settembre e si cambia tutto, si ricomincia. Magari ti trovi bene]
Tante volte mi sembrava di dover/voler ricominciare. Sembrava sempre un inizio. Eccitanti sfide o doverosi cambi di pagina. Nulla confronto a questo primo settembre.
Più vivo che mai, ancora consapevolemente fragile, ma stranamente determinato. Con dei tagli effettuati, altri da fare , ma decisi, altri che saranno inevitabili. Ma il tempo forse mi stupirà. E con le stesse, le migliori, persone al mio orizzonte. E qualche "piccolo particolare" nuovo.
Adesso che ho conosciuto la casa dell'amore, dell'illusione, dell'amicizia e della diffidenza e ho imparato che sono parti dello stesso stabile, ma che non vanno mai confuse.
Adesso che ho imparato che sono tutte case diverse, ma che non voglio smettere di frequentarle. E poi ricominciare.
Adesso che conosco i numeri e i nomi di chi farà per sempre parte della mia vita, ovunque e comunque.
Adesso che ho ricordato chi ero, visto cosa ero diventato, scelto cosa non voglio essere e attirato da come potrei tornare.
Adesso che ho bisogno anche della routine per assaporare ancor di più le scelte nei momenti di libertà.
Adesso, un anno intero passa, l'estate e tutto quello che l'ha preceduta. Poco resta in piedi, ma è moltissimo per ricominciare.
E ricominceranno gli orari, gli impegni, la vita fucsia, la politica, il lavoro, l'università e il movimento glbt. Riprendere tutto per partire di nuovo. Quello che avevo lasciato indietro. Avevo lasciato travolgere dalal passione e da un fuoco che è divenuto fatuo.
Adesso mia madre aveva ragione " Il primo settembre si ricomincia".
[E poi. Io ci metto del mio, ma le cose, da sole, cominciano a capitare.
"Non guardarmi così, tanto ti sgamo"
E 'fanculo alla dieta se la pasta alle 5 di mattina la mangiamo sul letto e ridiamo e poi...
Resta un pò qui...anche se è primo settembre e si cambia tutto, si ricomincia. Magari ti trovi bene]


