Margareth: vorrei vedere quel tailleur in vetrinaCommessa (sciagurata): Ah signora, le prendo la 46?
Margareth: Il giorno che dovrò indossare una 46 non comprerò più nulla! Arrivederci!
sessant'anni! Che se sapessi di questo post chissà quanto ti arrabbieresti per aver rivelato la tua età in pubblico! Tanti auguri Margareth, Tanti auguri Binetti, o semplicemente Tanti auguri Mamma. COsì semplicemente,come continui a vivere e come hai sempre cercato di insegnarmi.
Tanti auguri, perchè il nostro rapporto è stato sempre un pò burrascoso, perchè forse il legame tra una madre e un figlio è inspiegabile, perchè forse non va spiegato. Altalenante tra l'orgoglio e l'amore reciproco, tra l'affetto e la profonda fiducia, tra il rispetto e la sicurezza della costante presenza.
E poi ci sono gli scontri, ci sono le incomprensioni, ci sono le barricate e le montagne che è difficile scalare, per l'una e per l'altro.
Ma resta quello che di te ho imparato, la semplicità e la forza e la lucidità dell'impegno , anche quando tutto sembra andare allo sbaraglio e non sembri avere appigli (Sei figlio della provvidenza, mi hai sempre detto, non devi temere), la determinazione che non è mai durezza d'animo, ma forse solo voglia di protezione per il tuo mondo, che con tenacia e accettando le sfide hai costruito. Da te ho imparato, che sembrerebbe un paradosso (ma nel mio cuore sò che così non è) il rispetto massimo e la fiducia incrollabile (ai limiti dell'ingenuità) per ogni uomo, nella sua specificità, nelle sue debolezze e difficoltà, anche nei suoi errori e nei suoi tradimenti, perchè ognuno, a modo suo, è figlio di quel Dio, che mi hai insegnato ad amare e che ora sembra dividerci. Da te ho imparato anche a rispettare i tempi di ciascuno, per accettare gi altri. E' passato tanto da quando hai scoperto di avere una "bimbo speciale" e ogni giorno, nonostante tutto, è stata una conquista.
Dicono di te che sei una donna speciale, una confidente sempre presente e sempre pronta, una spalla e una spinta. Questo spiega tutte le persone che attorno ti cecano per uno sfogo, un conforto e un aiuto. Forse anche questo ho imparato da te, quella vocazione da eterno Figaro, senza malizia, ma con la voglia di sollevare l'animo altrui, nascondendo a volte anche il proprio.E tante volte vorrei sollevare il tuo. RIuscire a rompere quella rigidità e farti ballare insieme a me, come mille volte è accaduto, come vorrei che mille volte accadesse.
Ma con te ho imparato anche la gioia di ballare, la pazienza verso le scelte altrui. E così vorrei portarti con me, da muccassassina al Pride. Ma sò che forse sarebbero solo forzature (anche se, come me, potresti resistere quanto vuoi, ma non ti ci vedo prorpio ferma quando passa un "tanti auguri" di nostra signora delle bionde o con un "Nessuno mi può giudicare" sparato a palla!).
E' forse più importante come nel tempo hai imparato ad accettare i miei amici gay. E' stato importante quando hai fatto il regalo di laurea al mio compagno e quando lo trattavi come il primo degli ospiti, quel giorno al mare, quando hai capito che non importa come sia composta, quel che importa è che la tua famiglia ci sia, lì, nelle forme e colori che vorrà.
E questo post un pò strappalacrime poi, non può raccontare le risate, la tua "vanità residua" perchè sei pur sempre una donna nonostante le mie prese in giro, non racconta la tua eleganza, sempre, in occasioni ufficiali o meno. Non racconta la tua fierezza e la tua bontà, quella reale, dell'animo, che non si sbandiera, ma che si vive, sporcandosi le mani ogni settimana a fianco di chi ha più difficoltà a vivere. Forse anche questo ho imparato con te: per essere il prossimo di qualcuno, devi averlo accanto, devi reggerlo materialmente, devi sporcarti le mani.
E non racconta la tua passione per il canto o i tuoi tentativi, negli anni di impararmi a ballare il liscio "che se aspetto tuo padre..."; non racconta le risate, non racconta la tua "elasticità" per accettare tutte le "improvvisazioni di vita" soprattutto mie e di Ameliè(Claudia) e Peppone, i casini che abbiamo combinato, i guai e i risultati di cui andare orgogliosa. Non racconta la forza di una madre-nonna roccia di una intera famiglia nel momento più difficile, quello della malattia dei nostri piccoli angeli. Quella che forse ne soffriva di più, quella che ha mantenuto più di tutti lucidità, razionalità e Fede e ancora una volta l'ha espressa con l'amore del Fare. Non racocnta una casa sempre aperta ed accogliente, dove passa gente, si fanno cose, ci si ferma, per una notte o per una vita, avendo sempre la stessa accoglienza, rispetto e cordialità. Che dove c'è posto per uno, c'è posto per tanti altri, non importa il colore, la razza, le colpe o i meriti (oddio ancora qualche differenza la fà l'orientamento sessuale,ma, voglio dire, sei piccola e puoi ancora crescere!).
Tutto questo ho imparato di te, da te e con te. Con la mano sempre stretta. E ora vorrei solo farti rilassare. Coccolarti e farti pensare a te. Farti ballare, qualsiasi ballo vuoi. E dirti che ti amo di quell'amore che non si spiega.Di quell'amore che ti fa diventare un uomo!
"Portami a Ballare"
by Luca Barbarossa
Portami a ballare,
portami a ballare
uno di quei ballare antichi
che nessuno sa fare piu'
sciogli i tuoi capelli, lasciali volare
lasciali girare forte, intorno a noi.
Lasciati guardare, lasciati guardare
sei cosi' bella che
non riesco piu' a parlare
di fronte a quei tuoi occhi
cosi' dolci e cosi' severi
perfino il tempo si e' fermato
ad aspettare.
Parlami di te, di quello che facevi
se era proprio questa, la vita che volevi
di come ti vestivi, di come ti pettinavi
se avevo un posto gia'
in fondo ai tuoi pensieri.
Dai mamma dai
questa sera lasciamo qua
i tuo problemi e quei discorsi
sulle rughe e sull' eta'
dai mamma dai
questa sera fuggiamo via
e' tanto che non stiamo insieme
e non e' certo colpa tua
ma io ti sento sempre accanto
anche quando non ci sono
io ti porto ancora dentro
anche adesso che sono un uomo
e vorrei, vorrei,
saperti piu' felice
si' vorrei, vorrei
dirti molte piu' cose
ma sai, mamma sai
questa vita mi fa tremare
e sono sempre i sentimenti
i primi a dover pagare
ciao mamma, ciao
domani vado via
ma se ti senti troppo sola
allora ti porto via...
Qualche giorno fa:Zia Fucsia: Mamma mi servirebbero per venerdì un paio di torte rustiche e di tiramisù...ti va?...
Margareth: Va bene, quanti siete? ma hai una festa?
ZF: sì, stiamo organizzando una festa a sorpresa...ognuno porta qualcosa
M: Ah, di chi è la festa?
ZF: Di Danilo, non lo consoci, il ragazzo di Stefano, quello che è venuto ieri a pranzo qui.
M: O_0 Va Bene...
In diretta: rientro dalla festa... Margareth ancora sveglia...
ZF: Mamma come al solito hai avuto un successone
M: Ah sì. E poi ultimamente mi vengono sempre bene, sempre meglio...
ZF: Sì, le torte e il tiramisù sono piaciute a tuttI...Praticamente ti hanno assoldato per tutte le prossime feste gayi di Roma (sottile tono provocatorio)
M: Ah bè se gli sono piaciute, basta che me lo dici un pò prima...
ZF: O_0
E così dove non poterono lunghe discussioni, qualche litigio, qualche confessione, qualche gesto politico... potè la vanità... E così Margareth cuoca Arcigay (o almeno della Gay Help Line) si ritrova friendly grazie al più grande amico delle donne (che non sono i diamanti!), ma i complimenti alal propria arte....culinaria o di altra natura... E chissà che non organizzerà tra qualche anno il banchetto per il Pride o magari come in Reinas, il catering per il primo mega matrimonio gay in Italia...
La vanità di Margareth lady di ferro era nota a tutti e chissà perchè non c'avevo pensato prima a usarla come cavallo di troia nella mia piccolissima e personalissima causa glbt casalinga....
Aggiornamento: Vabbè, stamattina intanto si è rivista foto e filmino del matrimonio di mia sorella... si sarà dovuta ricaricarsi???
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