posted by rikkardino @ 13:49 - giovedì, 08 gennaio 2009
Un piccolo test. Per valutare, così, senza troppe analisi, schemi o giri di parole i rapporti che intratteniamo con le persone che ci vivono accanto. Familiari, amici, amanti, fidanzati, conoscenti, appendici.
"Chi chiamereste se si fermasse la macchina, magari di notte?"
Fatta questa domanda,esce fuori sicuramente un nome, il primo è fondamentale.
Da qui poi, concentricamente, escono fuori altri nomi, dal più vicino, immediato, al più lontano, quello che se proprio tutti sono irragiungibili o fuori città chiami, perchè " mica potrà dirti di no"!
Ieri riflettevo e pensavo a come una semplice domanda come questa potrebbe chiarire molte cose sui rapporti e sui gruppi che, inevitabilmente, creiamo tra le nostre conoscenze.Senza nessuna intenzione di classificazione più o meno meritoria, semplicemente nella vita di ognuno, passa chi arriva nel "cerchio della fiducia"- è il primo nome- quello che non ti abbandona mai. Quello che, più che sapere che ci sarà (ed è qua una piccola differenza notata ieri che mi spinge a scrivere), Vuoi che ci sia. Quello che sai che capirebbe senza troppe parafrasi o giri di parole, quello di cui ascolti il consiglio, quello che è il primo della lista quando hai "bisogno" (di qualsiasi cosa).
Poi nell'altro grande gruppo, anche questo dai confini un pò labili, ci sono i complici. Quelli che vanno bene per tutte le occasioni (forse), ma che (forse) non Vuoi che entrino troppo ladodve solo i "fiduciati" possono. Sono come dei guanti, entrano perfattamente, vivono la loro vita, che sembra la tua. Non potresti farne a me. Non vuoi farne a meno, in certi momenti.
E poi ci sono gli appendici, quelli che sono lì, assumono un qualche status, positivo o negativo. Nel primo caso, sono il vestito bello della domenica, il comagno di giochi e di bevute, la presenza che fa comodo ci sia. Nel caso peggiore si è un'ombra in una serata, in un gruppo di amici, in una situazione divertente.
Sono quelle persone che fanno parte anche in maniera importante della nostra vita, ma che dietro al loro "esserci", spesso, sembra più essere una cosuetudine che un "volere".
Fiducia, complicità e "appendicite". Non c'è nulla di sbagliato nel catalogare, naturalmente, i rapporti che viviamo. Non è nemmeno malizia quella di creare delle priorità.
La cosa diventa pericolosa, però, come sempre, è quando si registrano delle dissonanze.
Mettiamo di volere che una persona sia in uno dei nostri tre cerchi, ma ci accorgiamo che lui ne ha scelto, per noi un altro. Cosa succede se crediamo di essere una persona degna di fiducia, che qualcun'altro Vuole avere acanto e invece si scopre di essere una sorta di appendice (anche se non malata) che ricopre uno status da spolverare di tanto in tanto? E se volessimo essere complici di una persona e invece non scattasse quell'alchimia per cui non riusciremmo a fare il salto del cerchio?
Succede che come minimo ci si sente inadeguati.Come minimo ci si sente fuori-ruolo. Come minimo ci si chiede in quale cerchio si voglia stare, in quale cerchio si voglia mettere l'altra persona in questione e ci si chiede quanto sia possibile conciliare cerchi diversi o compiere davvero dei salti di status....
"Chi chiamereste se si fermasse la macchina, magari di notte?"
Fatta questa domanda,esce fuori sicuramente un nome, il primo è fondamentale.
Da qui poi, concentricamente, escono fuori altri nomi, dal più vicino, immediato, al più lontano, quello che se proprio tutti sono irragiungibili o fuori città chiami, perchè " mica potrà dirti di no"!
Ieri riflettevo e pensavo a come una semplice domanda come questa potrebbe chiarire molte cose sui rapporti e sui gruppi che, inevitabilmente, creiamo tra le nostre conoscenze.Senza nessuna intenzione di classificazione più o meno meritoria, semplicemente nella vita di ognuno, passa chi arriva nel "cerchio della fiducia"- è il primo nome- quello che non ti abbandona mai. Quello che, più che sapere che ci sarà (ed è qua una piccola differenza notata ieri che mi spinge a scrivere), Vuoi che ci sia. Quello che sai che capirebbe senza troppe parafrasi o giri di parole, quello di cui ascolti il consiglio, quello che è il primo della lista quando hai "bisogno" (di qualsiasi cosa).
Poi nell'altro grande gruppo, anche questo dai confini un pò labili, ci sono i complici. Quelli che vanno bene per tutte le occasioni (forse), ma che (forse) non Vuoi che entrino troppo ladodve solo i "fiduciati" possono. Sono come dei guanti, entrano perfattamente, vivono la loro vita, che sembra la tua. Non potresti farne a me. Non vuoi farne a meno, in certi momenti.
E poi ci sono gli appendici, quelli che sono lì, assumono un qualche status, positivo o negativo. Nel primo caso, sono il vestito bello della domenica, il comagno di giochi e di bevute, la presenza che fa comodo ci sia. Nel caso peggiore si è un'ombra in una serata, in un gruppo di amici, in una situazione divertente.
Sono quelle persone che fanno parte anche in maniera importante della nostra vita, ma che dietro al loro "esserci", spesso, sembra più essere una cosuetudine che un "volere".
Fiducia, complicità e "appendicite". Non c'è nulla di sbagliato nel catalogare, naturalmente, i rapporti che viviamo. Non è nemmeno malizia quella di creare delle priorità.
La cosa diventa pericolosa, però, come sempre, è quando si registrano delle dissonanze.
Mettiamo di volere che una persona sia in uno dei nostri tre cerchi, ma ci accorgiamo che lui ne ha scelto, per noi un altro. Cosa succede se crediamo di essere una persona degna di fiducia, che qualcun'altro Vuole avere acanto e invece si scopre di essere una sorta di appendice (anche se non malata) che ricopre uno status da spolverare di tanto in tanto? E se volessimo essere complici di una persona e invece non scattasse quell'alchimia per cui non riusciremmo a fare il salto del cerchio?
Succede che come minimo ci si sente inadeguati.Come minimo ci si sente fuori-ruolo. Come minimo ci si chiede in quale cerchio si voglia stare, in quale cerchio si voglia mettere l'altra persona in questione e ci si chiede quanto sia possibile conciliare cerchi diversi o compiere davvero dei salti di status....
in: la zia delle bionde, shottinari si nasce, la rotonda, parametri, il camillo
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posted by rikkardino @ 23:41 - giovedì, 27 novembre 2008
Il martini con l'oliva. Certo. Non poteva essere altrimenti. Per la nostra chiacchierata. In sottofondo non sò bene quale luminare, o giudicato tale, parlava di design e giovani precari. Noi ancora lì, con le incursioni del nostro barista preferito, che se non fosse stato gay, o sei io fossi stato meno scemo... Eccoci. Sembra sia passato un secolo o nemmeno un secondo. Nell'era liquida, in cui tutto muta, si trasforma, cambia e vive di corse in avanti, nella città antica che fa finta di vestirsi di capitale moderna, in quel caffè di finti intellettualoidi e veri maestri, a noi sembra di rivivere le stesse cose.
Così esplode la tua valanga. Situazioni già vissute. Quest'estate sei stata la mia forza, mi hai preso per mano e ascoltato e ascoltato e ascoltato... Sempre con i nostri Martini. Con l'oliva. Ora che ascolto io, ricordo quanto, a volte, le tue parole sembrassero vento. Quando ti dico quello che penso, quando ti dico "Io ci sono passato, ricordi?" E ti faccio ricordare quanto non ti piacevo, quand'ero un pò come sei tu ora. E ancora chiacchiere e mi stupisco a vedere quella luce che hai negli occhi, mi domando se l'avessi anch'io, qualche tempo fà.E ora che sono forte, un pò sarcastico e un pò disincantato, ti facico vedere quanto vedi la situazione come la guardavo io, e ti dico "non cascarci" e ti dico" metti i tuoi paletti". E' tutto più facile col senno di poi, con la forza dell'esperienza. E mi chiedo quanto vento saranno le mie parole di questa sera. Ma io ci sarò, comunque. A ripetertele. O semplicemente a sorreggerti. Anche se adesso ti sembra di non averne bisogno. Chè sei così leggera quando parli di lui. Come lo ero io. E poi, sembrava tutto passato. E ancora queste strane coincidenze nella nostra vita, fatta di cicli paralleli. "grazie" mi dici. "Grazie a te" di farmi stare accanto.
E poi succeda quel che succeda. Tanto sappiamo come ragioniamo, come viviamo, come pensiamo.
Vogliamo vivere, perchè non ha senso fermarsi prima, vogliamo crederci, perchè non ha senso non sognare, vogliamo ancora questo nostro martini, con l'oliva, per dirci che non ci abbandoneremo mai.
E poi ancora chiacchiere in serata, forse un grido che non avevo intuito di un amico, il bisogno di risate con un altro che ritrova la sua serenità(?) e ancora una telefonata fugace con qualcuno che hai sempre visto ridere, ma non così, non come stasera. E sei felice perchè comunque, è un'avventura da vivere.
E mia madre ai piedi del letto, per il solito resoconto.E' sempre più bella e comprensiva ormai, anche se non perde occasione di essere madre. Anche quando risente quel nome. E si blocca e non capisce. E semplicemente mi dà fiducia. Stavolta non se l'aspettava. Ma me lo disse lei, è tutto da vivere.
Questo post è ricco di riferimenti, persone, situazioni, immagini. Nessuna a caso, qualcuno si riconoscerà, altri tenteranno di cpaire, come sempre.
Per me è solo una dedica, a chi sento vicino, in varie forme e vari modi. E chi vorrei accanto, proprio nelel sue forme e nei suoi modi.
Così esplode la tua valanga. Situazioni già vissute. Quest'estate sei stata la mia forza, mi hai preso per mano e ascoltato e ascoltato e ascoltato... Sempre con i nostri Martini. Con l'oliva. Ora che ascolto io, ricordo quanto, a volte, le tue parole sembrassero vento. Quando ti dico quello che penso, quando ti dico "Io ci sono passato, ricordi?" E ti faccio ricordare quanto non ti piacevo, quand'ero un pò come sei tu ora. E ancora chiacchiere e mi stupisco a vedere quella luce che hai negli occhi, mi domando se l'avessi anch'io, qualche tempo fà.E ora che sono forte, un pò sarcastico e un pò disincantato, ti facico vedere quanto vedi la situazione come la guardavo io, e ti dico "non cascarci" e ti dico" metti i tuoi paletti". E' tutto più facile col senno di poi, con la forza dell'esperienza. E mi chiedo quanto vento saranno le mie parole di questa sera. Ma io ci sarò, comunque. A ripetertele. O semplicemente a sorreggerti. Anche se adesso ti sembra di non averne bisogno. Chè sei così leggera quando parli di lui. Come lo ero io. E poi, sembrava tutto passato. E ancora queste strane coincidenze nella nostra vita, fatta di cicli paralleli. "grazie" mi dici. "Grazie a te" di farmi stare accanto.
E poi succeda quel che succeda. Tanto sappiamo come ragioniamo, come viviamo, come pensiamo.
Vogliamo vivere, perchè non ha senso fermarsi prima, vogliamo crederci, perchè non ha senso non sognare, vogliamo ancora questo nostro martini, con l'oliva, per dirci che non ci abbandoneremo mai.
E poi ancora chiacchiere in serata, forse un grido che non avevo intuito di un amico, il bisogno di risate con un altro che ritrova la sua serenità(?) e ancora una telefonata fugace con qualcuno che hai sempre visto ridere, ma non così, non come stasera. E sei felice perchè comunque, è un'avventura da vivere.
E mia madre ai piedi del letto, per il solito resoconto.E' sempre più bella e comprensiva ormai, anche se non perde occasione di essere madre. Anche quando risente quel nome. E si blocca e non capisce. E semplicemente mi dà fiducia. Stavolta non se l'aspettava. Ma me lo disse lei, è tutto da vivere.
Questo post è ricco di riferimenti, persone, situazioni, immagini. Nessuna a caso, qualcuno si riconoscerà, altri tenteranno di cpaire, come sempre.
Per me è solo una dedica, a chi sento vicino, in varie forme e vari modi. E chi vorrei accanto, proprio nelel sue forme e nei suoi modi.
posted by rikkardino @ 19:18 - lunedì, 03 novembre 2008
Update: anche se un pò incasinate ecco alcune foto...per le versioni reali fateve faccialibro!!!
Volli, fortissimamente volli, proprio quest'anno, questa festa. Che solo un mese fà nessuno l'avrebbe potuta prevedere. La voelvo, così esattamente così. Perchè forse proprio i 27 possono essere gli anni giusti. Sicuramente c'erano le persone giuste, quelle passate sotto al setaccio degli ultimi mesi. Quelle che hanno resistito o alle quali mi sono aggrappato per non perderle. Quelle che ci stanno da una vita, e sono la più bella abitudine da non smettere mai, quelli apparsi da q
ualche anno e che, a modo loro, tutti diversi, conquistano un posto speciale ogni giorno di più. E addirittura delle new entry, così irruenti, così uguali, così "l'uno lo specchio dell'altro" che davvero non ti fanno sentire un alieno!
C'erano tutti ed è per questo che il pensiero che, giuro solo per un attimo, è volato a chi un tempo avrei immaginato ci sarebbe stato e ora invece, amarezza o meno, è definitivamente lontano, a chi c'è sempre stato e proprio quest'anno, per i strani giochi della vita non c'era, a chi avrei voluto ci fosse, immaginato ci fosse, forse anche sperato e invece orgogliosamente nn c'era, a chi, magari, sarebbe stato troppo presto ci fosse stato, e a chi era assente giustificato (fratellina quanto ci mancavi solo tu?),ha lasciato il posto all'affetto di chi era lì!
E quel pensiero non sarebbe, poi, potuto durare tanto, disturbato com'era dalle risate e dalla musica. Prima quella dei tronisti di uomini e donne, per far entrare corona di ippocastano e fiori di zucca e il fallico scettro, che solo una regina come me poteva indossare(complimenti sempre a chi offre il calco per queste riproduzioni...stavolta era davvero degno di nota!!!!!).
E ancora non sarei rimasto troppo concentrato su cattivi pensieri con il cd (vabbè..rivisto e corretto) che Ormoniele aveva preparato, gradito sia dalla metà gay e dalla metà etero(Sìììì, sono tutti eterooooo!!! Smettetela!!!! Filippo scappa!!!) della tavolata.E poi ancora le foto, croce e delizia di Frà che penso mi ha odiato poche volte come ieri (e dire che odio io, farmi fotografare e non era mai riuscita a convincermi!)(e diciamo che mi sono anche fatto perdonare in nottata quando sperduta in una strada di campagna sono arrivato con la mia prode tanichetta di benzina per salvarla!!! Oddio, ti adoro anche per questo!!!).
E poi Mr Boa, che non poteva mancare al momento della torta sulle note di "Dancing Queen"! e poi il momento dei biglietti perchè i regali sono stati davvero tutti speciali e soprattutto mi hanno fatto capire quanto in molti tengono a me e soprattutto mi consocono (e io mi ci gongolo un pò!): unica menzione speciale, dopo lo scettro e la corona, all'altro pezzo "fai da te" della serata, la MITO alfa romeo (che ultimamente mi ha rapito il cuore) riveduta e corretta, con la straordinaria maestria di sempre, da "quel genio del mio amico" che l'ha resa super glitterata degna di zia Fucsia!!!(anche questa apprezzata dalla metà gay e da quella unpòmenoeterostavoltadeltavolo... )
I biglietti, ti raccontano, anche con una battuta, anche con una piccola frase, anche con qualcosa che si maschera solamente per una goliardata e invece sai che colpisce dritto (Ciccio sei un grande come al solito). Raccontano quello che hai lasciato agli altri e quello che soprattutto gli altri hanno capito di te.
E proprio grazie ai biglietti e alle facce di ciascuno degli invitati che ho io capito, ancora una volta, che questo può essere davvero l'anno giusto, dopo tanta acqua passata sotto i ponti, e questo novembre sia per me una strana primavera.
Adesso, ancora, di nuovo, lo sento.
Grazie a tutti!

Update: grazie anche agli sms di oggi, sentire da più parti di aver passato una gran serata è ancora un ulteriore regalo. Come sempre, un pò figaro un pò maitresse (e che male c'è?) mischiare le vite e vedere come si mischiano, come si uniscono e come si compensano e mischiarmici anch'io, resta sempre la cosa che non mi stancherò di fare...
































Volli, fortissimamente volli, proprio quest'anno, questa festa. Che solo un mese fà nessuno l'avrebbe potuta prevedere. La voelvo, così esattamente così. Perchè forse proprio i 27 possono essere gli anni giusti. Sicuramente c'erano le persone giuste, quelle passate sotto al setaccio degli ultimi mesi. Quelle che hanno resistito o alle quali mi sono aggrappato per non perderle. Quelle che ci stanno da una vita, e sono la più bella abitudine da non smettere mai, quelli apparsi da q
ualche anno e che, a modo loro, tutti diversi, conquistano un posto speciale ogni giorno di più. E addirittura delle new entry, così irruenti, così uguali, così "l'uno lo specchio dell'altro" che davvero non ti fanno sentire un alieno!C'erano tutti ed è per questo che il pensiero che, giuro solo per un attimo, è volato a chi un tempo avrei immaginato ci sarebbe stato e ora invece, amarezza o meno, è definitivamente lontano, a chi c'è sempre stato e proprio quest'anno, per i strani giochi della vita non c'era, a chi avrei voluto ci fosse, immaginato ci fosse, forse anche sperato e invece orgogliosamente nn c'era, a chi, magari, sarebbe stato troppo presto ci fosse stato, e a chi era assente giustificato (fratellina quanto ci mancavi solo tu?),ha lasciato il posto all'affetto di chi era lì!
E quel pensiero non sarebbe, poi, potuto durare tanto, disturbato com'era dalle risate e dalla musica. Prima quella dei tronisti di uomini e donne, per far entrare corona di ippocastano e fiori di zucca e il fallico scettro, che solo una regina come me poteva indossare(complimenti sempre a chi offre il calco per queste riproduzioni...stavolta era davvero degno di nota!!!!!).
E ancora non sarei rimasto troppo concentrato su cattivi pensieri con il cd (vabbè..rivisto e corretto) che Ormoniele aveva preparato, gradito sia dalla metà gay e dalla metà etero(Sìììì, sono tutti eterooooo!!! Smettetela!!!! Filippo scappa!!!) della tavolata.E poi ancora le foto, croce e delizia di Frà che penso mi ha odiato poche volte come ieri (e dire che odio io, farmi fotografare e non era mai riuscita a convincermi!)(e diciamo che mi sono anche fatto perdonare in nottata quando sperduta in una strada di campagna sono arrivato con la mia prode tanichetta di benzina per salvarla!!! Oddio, ti adoro anche per questo!!!).
E poi Mr Boa, che non poteva mancare al momento della torta sulle note di "Dancing Queen"! e poi il momento dei biglietti perchè i regali sono stati davvero tutti speciali e soprattutto mi hanno fatto capire quanto in molti tengono a me e soprattutto mi consocono (e io mi ci gongolo un pò!): unica menzione speciale, dopo lo scettro e la corona, all'altro pezzo "fai da te" della serata, la MITO alfa romeo (che ultimamente mi ha rapito il cuore) riveduta e corretta, con la straordinaria maestria di sempre, da "quel genio del mio amico" che l'ha resa super glitterata degna di zia Fucsia!!!(anche questa apprezzata dalla metà gay e da quella unpòmenoeterostavoltadeltavolo... )
I biglietti, ti raccontano, anche con una battuta, anche con una piccola frase, anche con qualcosa che si maschera solamente per una goliardata e invece sai che colpisce dritto (Ciccio sei un grande come al solito). Raccontano quello che hai lasciato agli altri e quello che soprattutto gli altri hanno capito di te.
E proprio grazie ai biglietti e alle facce di ciascuno degli invitati che ho io capito, ancora una volta, che questo può essere davvero l'anno giusto, dopo tanta acqua passata sotto i ponti, e questo novembre sia per me una strana primavera.
Adesso, ancora, di nuovo, lo sento.
Grazie a tutti!

Update: grazie anche agli sms di oggi, sentire da più parti di aver passato una gran serata è ancora un ulteriore regalo. Come sempre, un pò figaro un pò maitresse (e che male c'è?) mischiare le vite e vedere come si mischiano, come si uniscono e come si compensano e mischiarmici anch'io, resta sempre la cosa che non mi stancherò di fare...
































posted by rikkardino @ 07:33 - sabato, 01 novembre 2008
Auguri. A volte li conti, altre ti fa solo piacere riceverli. E così tra auguri inaspettati(bugiardo, sapevi benissimo che sarebbero arrivati, immaginavi solo il come e il dove, e il banone di un bar va più che bene, credi, per ora) auguri anticipati, from Boston, che un amico non si dimentica nemmeno con un compleanno e una vita in mezzo, auguri puntuali (grazie Jupy, da 7 anni in qua, nonostante tutto, sempre i migliori, sempre allo scoccare esatto della mezzanotte, come dici tu : sei una delle persone a cui tengo più al mondo), auguri ritardatari (grazie Tati e tutti gli altri. E quellli più in ritardo di tutti, che se non fossero arrivati ...), auguri sorpresi, o di sfuggita per le scale (che questi non te li saresti apettati così, , "ma la classe non è acqua...."), auguiri richiesti eppure sinceri, auguri telefonici eppure mai sbiaditi, auguri che ti coccolano e ti spronano (grazie Ameliè, nonostante il trucco, la sorella migliore che potessi avere.....),auguri alcolici, auguri con un tigrotto che ti assomiglia troppo... Insomma auguri. E oggi, bellezza, me li godo tutti....
[UN giorno quell'uomo arriverà, sul suo cavallo bianco, e tu, uomo, non saprai resistergli]
Update: e quest'anno anche gli auguri di faccialibro... Prima mi piaceva mandare anche un piccolo augurio a tutti quelli ai quali, magari, non capitava di farlo più da tanto tempo (la funzione che ricorda i compleanni è geniale per uno sbadato come me!). Oggi è divertente vedere quanti ne arrivano proprio dalle persone più disparate! E io mi ci gongolo un pò...
[UN giorno quell'uomo arriverà, sul suo cavallo bianco, e tu, uomo, non saprai resistergli]
Update: e quest'anno anche gli auguri di faccialibro... Prima mi piaceva mandare anche un piccolo augurio a tutti quelli ai quali, magari, non capitava di farlo più da tanto tempo (la funzione che ricorda i compleanni è geniale per uno sbadato come me!). Oggi è divertente vedere quanti ne arrivano proprio dalle persone più disparate! E io mi ci gongolo un pò...
posted by rikkardino @ 12:51 - sabato, 18 ottobre 2008
in: la zia delle bionde, shottinari si nasce, mucca, la rotonda, il camillo, primo settembre
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