Quando ti toccano casa [ovvero ora siamo incazzati?]
posted by rikkardino @ 01:46 - mercoledì, 02 settembre 2009
Non si tratta più di coraggio. Ma di difendere se stessi, i propri luoghi, la propria gente.
Perchè anche attraverso i simboli si difende la dignità, perché è con la presenza che si presidia la libertà.
Il clima di omofobia latente sta pian piano uscendo fuori.
Ogni momento perso senza reazione sembra quasi una sorta di legittimazione della violenza, un rinchiudersi nella paura, un dare spazio a un'onda che potrebbe allargarsi.

Ora bisogna essere incazzati, ora bisogna essere in tanti, ora bisogna non indietreggiare nemmeno di un centimetro.
Ora bisogna scardinare quell'idea di isolamento, ora bisogna ribaltare lo stereotipo di cui noi stessi ci lamentiamo, ora bisogna essere comunità, accettandoci tutti e fregandosene delle differenze.
Perchè quando ti toccano casa dimentichi le liti in famiglia, devi solo difenderla.

Ognuno di noi sarebbe potuto essere lì, tutto sarebbe potuto essere più  grave e degenerare.
Avere paura adesso significherebbe rinchiudersi sempre più, non solo nei "ghetti" festaioli del venerdì o del sabato.
Cedere ora sarebbe ritrovarsi, tra poco, a nascondersi. Ad avere paura della propria città.
A non poter vivere se stessi.

Quando succedono queste cose, il consiglio di una madre accorta e premurosa è quello di rientrare prima, evitare certi posti, al masismo girare in gruppo.
La nostra deve essere, invece, quella di essere presenti, tanti e uniti.

La violenza contro il diverso può essere combattuta solo moltiplicando il numero dei diversi.

Un Giorno vennero...

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht


E' fondamentale essere a ROMA, in VIA SAN GIOVANNI IN LATERANO, la nostra Gay street, se ne facciano una ragione, ALLE 22, questa sera MERCOLEDI' 2 SETTEMBRE.
E' fondamentale andare per riprendersi i nostri luoghi, portare chi, con noi, quei luoghi li vive oli ha vissuti anche solo una volta.
Essere presenti per non rinunciare. Per non cedere alla solitudine, per non piegarsi dentro la paura.


DUE BOMBE CARTA ALLA STREET
01/09/2009 

Due bombe carta sono esplose questa sera (martedì 1 settembre) intorno alle 23.40 alla Gay Street di via di San Giovanni a Roma. Due violente esplosioni, all’altezza del Colosseum Bar, udite anche a diverse centinaia di metri. Le esplosioni hanno provocato la distruzione di alcuni vasi, di un motorino e un ragazzo ha riportato una ferita a un orecchio. Se qualcuno fose stato più vicino avrebbe rischiato la vita.
Già nei giorni scorsi  una ragazza lesbica era stata minacciata con un coltello e si erano ripetuti alcuni episodi provocatori e violenze verbali. E’ un attacco violentissimo, di una gravità inaudita che vuole colpire uno dei luoghi simbolo della nostra comunità. Queste minacce non ci spaventano e non ci faremo intimidire. Domani dalle ore 22 saremo alla Gay Street con un presidio, chiediamo alla città una risposta unitaria e forte.
 


[Quante volte abbiamo sentito quella canzone? Che strana sensazione ieri sera. Quando la prima telefonata di un amico mi ha cercato per sincerarsi stessi bene. Lo ha sentito nella mia voce, nel mio sgomento, nella mia domanda "E gli altri? E sai se...?" e ha subito fatto il tuo nome per tranquillizzarmi. Misto alla rabbia per l'accaduto, il primo pensiero, ché il martedì era il giorno da coming...E dopo un po' quell'sms.che non mi aspettavo e che ha vinto anche il mio orgoglio e la mia vigliaccheria.]

...
Ma chi l'ha detto ma perché
Non devo più pensare a te
Nessuno sa chi sono io
...
Se bruciasse la città
Da te da te da te io correrei
Anche il fuoco vincerei per rivedere te
Se bruciasse la città
Lo so lo so tu cercheresti me
...


 

Dall'archivio della mia incoscienza [ovvero per caso, mica troppo]
posted by rikkardino @ 10:54 - mercoledì, 26 agosto 2009
Viene fuori così, per caso, ma mica troppo. Quello che scrissi per uno dei libri che più mi colpirono.
Per quel libro che ho amato e regalato. E ora si incrociano storie, volti, facce. Lo ammetto, ancora per un po', la tua.
Non quella che hai ora, non quella che hai costruito. Quella che avevi. Quando decisi di regalarti quel libro, quando ci ritrovai un po' di noi in quelle pagine. QUand'eravamo solo all'inizio. Quand'eravamo così diversi.

martedì, 14 novembre 2006 - contro-verso.splinder.com

49 gol spettacolari! [c'è ancora spazio e tempo per il gol perfetto!]

Quello che scopri piano piano o con un pugno dritto nello stomaco. Per me all'inizio è stato più una ricerca per dribblare il pensiero. Poi ovviamente c'è stato il pessimismo. Poi sarebbe arrivato l'amore impossibile.Che ti prende in giro, ma che forse poi capisci solo che viveva la tua stessa confusione e paura e ha scelto di non affrontarla. Poi il primo amore, impacciato e inebriante.Quello che ha avuto tutti gli "onori", ma anche tutti gli "oneri" di essere stato il primo. Sarebbe potuto essere tutto più bello, tutto più pulito. Non semplice, ma vissuto senza troppe frustazioni. Ma forse è stato così anche per me, solo con qualche anno di ritardo. L'amicizia, quella fitta e totalizzante delle canne in macchina, delle discoteche, delle ragazze condivise.Quelli sconvolti per la verità, quelli che non ti abbracciano più per un anno, ma che poi sono sempre lì e sempre loro. La paura dei primi sentimenti e dei primi calori. La scoperta del mondo gay. Tra voglia di romanticismo, illusione della normalità e sesso facile veloce, appagante e non impegnativo. Ma anche i sentimenti che ti tolgono il respiro e la paura del domani. Ke poi immancabiomente, forse, si realizzerà. Non so se il libro che ho finito ieri sera di leggere sia autobiografico. Forse molto romanzato. Però forse anche a questo serve un libro. Lascia immaginare. Lascia sognare quello che sarebbe potuto accadere. Ti fa ricordare con un sorriso quello che ti è capitato.

[Ma non era vero. A volte sentivo le cose andar via, ed era tutto così doloroso come staccarsi una cicatrice per far venir fuori la pelle [...] Era questa la felicità? Questa sensazione di pienezza e sollievo, la sorpresa e la meraviglia di essere esattamente dove bisognava essere senza sapere come ci fossi arrivato e senza volerlo sapere?

- Bè il fatto è che lui poco fa mi ha detto di amarmi e io invece non ce l'ho fatta [...]- Tu la conosci "la costruzione di un amore" di Fossati? Dice: La costruzione di un amore sezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore se te ne rimane"

Io non avevo mai pensato al futuro. Non seriamente. Riccardo avrebbe potuto non esserci. Era una possibilità. Quante persone avrebbero otuto non esserci. Era una possibilità. Quante persone avevo creduto importanti di colpo erano sparite?

-Ti sei guardato intorno?- sbottò lui- Tu non sai cosa significa scoprire di essere gayed entrare in un posto pieno di uomini disponibili. Non hai nemmeno diciotto anni e ti scoperesti qualunque cosa. E il problema è che puoi.

Perchè non gli feci capire che ero sveglio? Perchè non provai convincerlo a restare? Mi dissi che era inutile. Non tutto si può spigare, pensai[...] Se imparare a rassegnarsi fosse il segno che ero un adulto.]

[ E io ho pensato al passato remoto, al passato che non è ancora passato, al presente e alla paura del futuro]

Luca è ancora gay [ovvero piccole riflessioni post SanRemo]
posted by rikkardino @ 04:45 - domenica, 22 febbraio 2009

 

E dopo l’ultima mezz’ora di Sanremo 59 che ci ha tenuto col fiato sospeso…(della gara non ci interessava nulla, ma vedere Povia tra i primi tre ha reso il tutto molto più succulento… e la paura dopo l’assegnazione del premio Sala stampa ci ha definitivamente incollati al televisore…).Dopo la fatidica mezz’ora finale, ora altre riflessioni, a bocce ferme(perché ora che non ha vinto le bocce si fermeranno, cosa che credo non sarebbe avvenuta in caso contrario).

 

Prima di tutto c’è da constatare come l’operazione di marketing sia riuscita in pieno:

-          era l’anno del tutto per tutto, Salvare San remo a tutti i costi.  E’ stato fin troppo facile creare il caso Povia,su un tema che aveva diviso l’Italia l’anno precedente (Teodem,Pcs, Dico,Cus… dichiarazioni varie), ma sul quale tutti possono avere una opinione e moltissimi anche superficiale laddove non ci si senta colpiti da vicino (per un attimo, un brivido…. E se il caso Englaro fosse scoppiato prima? Il tempo di scrivere, arrangiare, preparare canzone e cantante… avremmo avuto una “Eluana era viva”? …Un brivido, appunto).

-          Il caso si è montato da solo, ma tutti hanno consapevolmente o meno, contribuito: le innumerevoli dichiarazioni di Bonolis sul palco sul tono“Qui ognuno può raccontare la storia che vuole”.. (Chiedete di Nicola Agliardi e della sua “Perfetti” storia di un amore omosessuale e della sua esclusione…); la scelta di passarla quasi per ultima la prima sera…; la spalla offerta dal poco lungimirante Grillini, oltre a essersi beccato i fischi,offrendo la sua “immagine” ha fatto sì che,dopo, sembrasse quasi tutto fosse tornato alla normalità, al politicamente corretto…alla fine però, i froci possono scrivere poesie d’amore,ma non reclamare diritti…; Bonolis che visibilmente commosso dopo l’esibizione di Povia venerdì sera…lo sberleffo del cantante, praticamente certo della vittoria, con l’ultimo dei suoi aforismi “Non prendiamoci sul serio”…Maghi del marketing televisivo avevano orchestrato tutto, sottovalutando uno strumento incontrollabile creato da loro stessi..il televoto… e le orde di adolescenti che con questa pratica hanno una grande familiarità…Et voilà… la sorpresa… (che a esser maligni penso anche Povia come l’utile idiota…buono per la polemica per l’audience, ma mica per la polemica post…doveva comunque essere il San Remo perfetto questo… e così per essere certi che le 15enni non si distraessero… si chiama anche Maria De Filippi accanto a Marco Carta… fosse pensato anche questo?).

-          La canzone liberamente (anche se userei tragicamente) ispirata alle teorie di Nicolosi e alle più caserecce di Cantelmi, per cui l’origine dell’omosessualità è patologica, sempre traumatica, da trovare nel passato, legata al triste e difficile rapporto con i propri genitori ( vabbè non mi va di rifare il discorso che lega la mia infanzia felice, i miei genitori che non sono né più ne meno degli altri e il mio strabordante amore per il culo e il pisello maschile, era chiaro, no?

 

E poi il testo… che son solo canzonette…

E se nessuno l’avesse capito? E se quello fosse il grido di Luca? In fondo Luca di essere sereno (non felice, ce lo ha ricordato anche uin cartello “Serenità è meglio che felicità”) ora che sta con una donna (non mi sembra dica sia sposato), ma che dopo tutte le sfighe che gli sono capitate… dice chiaramente che scopre di “essere omosessuale”.

Stavolta l’uso del verbo per eccellenza, quell’essere così intimo e categorico, fa lo sgambetto.

Nel titolo fa sì che l’uso all’indicativo chiuda la strada ai dubbi: nessun verbo o tempo verbale della possibilità, del dubbio, dell’incertezza.

In quella frase però…c’è lo sgambetto. Luca è omosessuale, vive un amore sbagliato, incontra probabilmente un uomo che se ne approfitta… perché quando tutto è nascosto, è difficile anche avere una visione obiettiva di ciò che si vive e accorgersi delle cose sbagliate…

Pensava di andare con gli uomini per fuggire alla madre… e se andasse con una donna per fuggire da quella sua condizione e per paura di incontrare di nuovo uomini come il suo primo amore, sbagliato?

 

Fatto sta, vittoria di Pirlo o consolazione dei semplici… il fatto che  San Remo l’abbia vinto Marco Carta, più vicino alla femminea figura di un Dorian Gray, che al machismo di un toro da family day (che ribadisco non appartiene nemmeno a Povia) mi fa andare aletto più sereno… o felice…


Riccardo è gay [storia anomala di un succhia cazzi?]
posted by rikkardino @ 01:29 - mercoledì, 18 febbraio 2009

Riccardo è gay. Gli piacciono i ragazzi. Gli piace fare sesso, e tanto, con loro. Gli piace portarli a cena con gli amici di una vita, gli piace immaginare con loro una casa e chissà, dei figli.

Ha il suo ideale di uomo, ha il suo sogno di vita, ha avuto diverse storie e ogni volta è stato un sogno che sembrava realizzarsi. E anche adesso vive quella stupenda alchimia di sesso, amore, sorprese, rose, vita quotidiana e progetti.

Riccardo, però, viste le mode e le tendenze, è un gay anomalo… Non ha un padre alcolizzato, un padre che non ha abbandonato sua moglie, che ha vissuto con lei una vita e una famiglia invidiabile anche nei momenti difficili.

Eppure un padre con cui si è anche, spesso, scontrato e che gli ha permesso sviluppasse la sua personalità, ombre e luci. Sarebbe potuto esser più duro? Forse. Per questo sarei stato un “maschio” più sicuro e un uomo più “vero”. Probabilmente no, solo più represso e violento.

Un padre di cui si riconoscono pregi, difetti, successi ed errori, ma che Riccardo non cerca nei ragazzi che ha avuto e che vuole avere accanto. Anche solo per una notte di sesso.

Riccardo è gay, ma è anomalo, perché, sì, ha avuto una madre un po’ caca cazzi, ma forse solo perché è una mamma italiana post guerra. Innamorata e devota dei suoi figli, in maniera uguale (chissà perché allora il fratello di Riccardo, non solo non è gay, ma ha dichiarato la sua personale lotta alla bassa natalità italiana…). Impaurita da una personalità come quella di Riccardo, ma che non può non amare,come figlio, a volte difficilmente condivisibile…ma mica solo perché è gay,ma perché è un testardo, a volte prepotente, a volte intransigente, strano per lei che è la maestra della mediazione.

E per quanto la adori e ami provocarla, Riccardo non è mai stato innamorato della propria madre, né cerca negli uomini il modo per non tradirla o per esprimere quell’uomo che lei, per eccesso di amore,potrebbe non fargli esprimere.

 

Riccardo è gay. E’ passato per le donne. E ora è felice perché crede che la sua ex ragazza ha finalmente capito perché quella storia perfetta è dovuta finire. Crede in Dio e per un periodo anche nella Chiesa. Ma non si è mai sentito sbagliato. Forse ha avuto paura, è stato un po’ pessimista,ma ha avuto pochi dubbi da quando ha realizzato ciò che sentiva, ciò che voleva,ciò che è.

 

Riccardo è gay e ora molto incazzato,perché un codardo represso, con la scusa di cantare solo una “storia” (non si canta una storia a San Remo, su quel palco, in quest’italietta, ora, da lì, si canta la realtà) dipinge una categoria, quella di cui Riccardo fa parte. Inevitabilmente. Riccardo è gay e incazzato perché un fottuto ritmo che ti entra in testa è servito per trasmettere un messaggio pericoloso,qualunquista e falsamente buonista.

Riccardo è gay e incazzato perché in prima serata un represso (dai polsi troppo slogati per essere eterosessuale) ha detto che un tale Luca non è più gay senza passare per preti, psicologi o stregoni e che in fondo…non c’è nessuna malattia… tutti contenti così… se non fosse che ci potrebbero essere genitori che si colpevolizzeranno, da stasera. Ragazzi insicuri e indecisi che si illuderanno e reprimeranno se stessi e i loro sentimenti, da stasera.

Riccardo è gay e incazzato perché un comico sopravvalutato usando la sensibilità suscitata dalle poesie d’amore si è prestato a far sì che tutti, in fondo, fossero accontentati. E intanto il messaggio passava.

Riccardo è gay e incazzato perché qualcuno che dice di rappresentarlo si presta al gioco del quieto vivere, accettando un invito a San Remo, per amore di telecamera buttando al secchio rispetto e strategia politica.

 

Riccardo è gay e incazzato, ma non ha nessuna intenzione di cambiare.


Tiramisù Friendly [ovvero di vanità virtù]
posted by rikkardino @ 01:48 - sabato, 14 giugno 2008
TiramisuQualche giorno fa:
Zia Fucsia: Mamma mi servirebbero per venerdì un paio di torte rustiche e di tiramisù...ti va?...
Margareth: Va bene, quanti siete? ma hai una festa?
ZF: sì, stiamo organizzando una festa a sorpresa...ognuno porta qualcosa
M: Ah, di chi è la festa?
ZF: Di Danilo, non lo consoci, il ragazzo di Stefano, quello che è venuto ieri a pranzo qui.
M: O_0 Va Bene...

In diretta: rientro dalla festa... Margareth ancora sveglia...
ZF: Mamma come al solito hai avuto un successone
M: Ah sì. E poi ultimamente mi vengono sempre bene, sempre meglio...
ZF: Sì, le torte e il tiramisù sono piaciute a tuttI...Praticamente ti hanno assoldato per tutte le prossime feste gayi di Roma (sottile tono provocatorio)
M: Ah bè se gli sono piaciute, basta che me lo dici un pò prima...
ZF: O_0

E così dove non poterono lunghe discussioni, qualche litigio, qualche confessione, qualche gesto politico... potè la vanità... E così Margareth cuoca Arcigay (o almeno della Gay Help Line) si ritrova friendly grazie al più grande amico delle donne (che non sono i diamanti!), ma i complimenti alal propria arte....culinaria o di altra natura...

E chissà che
non organizzerà tra qualche anno il banchetto per il Pride o magari come in Reinas, il catering per il primo mega matrimonio gay in Italia...
La vanità di Margareth lady di ferro era nota a tutti e chissà perchè non c'avevo pensato prima a usarla come cavallo di troia nella mia piccolissima e personalissima causa glbt casalinga....

Aggiornamento: Vabbè, stamattina intanto si è rivista foto e filmino del matrimonio di mia sorella... si sarà dovuta ricaricarsi???