E quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole... li rimpiangerai...
Troppe cose da scrivere.Troppe cose vissute. Anche in questo week end che sembrano due.
Vecchio e nuovo.
Riconoscere stanze e scoprire nuovi profumi.
E il profumo di quercia. Quello del rosmarino. E quello del vento del mare che passa per quelle finestrelle strette o che ti inebria insieme alla luce che ti inonda.
Gli odori di questi paesaggi mediterranei. Di questi angoli che ci siamo ritagliati. Di questi che hai voluto regalarmi.
Io che di regali ne ho sempre fatti, che ho curato sempre ogni particolare.Adesso sembra così strano lasciarsi andare e farsi corteggiare.
MIsto di imbarazzo e paura. Voglia di lanciarsi e ancora quella zavorra.
Paura di volare, lì, da quella terrazza, ora spiccare il volo.
E sentire solo le risate, che non erano così da troppo tempo.
Quel tappeto polveroso e i gesti incontrollati, i nostri odori, le nostre voglie, i nostri limiti e quella strana forma di rispetto.
E servirebbe anche a me quell'angolino che ti protegge di fronte alla grandezza, senza avere paura della felicità.
E servirebbe il modo per fare i conti con il passato, senza perdere le opportunità del futuro.
E servirebbe il coraggio di chiederti di aspettarmi, senza sentire il peso della promessa.
E servirebbe ancora una canzone, senza che si sovrappongano visi e sensaziioni.
E servirebbe fossi meno te, senza essere diverso.
E servirebbe fossi più io, senza pensare troppo.
Quanto e quando il passato resterà solo tale?
E d'estate, il pianoforte, non si può suonare. E allora aspetteremo l'inverno?
Per quel libro che ho amato e regalato. E ora si incrociano storie, volti, facce. Lo ammetto, ancora per un po', la tua.
Non quella che hai ora, non quella che hai costruito. Quella che avevi. Quando decisi di regalarti quel libro, quando ci ritrovai un po' di noi in quelle pagine. QUand'eravamo solo all'inizio. Quand'eravamo così diversi.
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martedì, 14 novembre 2006 - contro-verso.splinder.com
49 gol spettacolari! [c'è ancora spazio e tempo per il gol perfetto!] Quello che scopri piano piano o con un pugno dritto nello stomaco. Per me all'inizio è stato più una ricerca per dribblare il pensiero. Poi ovviamente c'è stato il pessimismo. Poi sarebbe arrivato l'amore impossibile.Che ti prende in giro, ma che forse poi capisci solo che viveva la tua stessa confusione e paura e ha scelto di non affrontarla. Poi il primo amore, impacciato e inebriante.Quello che ha avuto tutti gli "onori", ma anche tutti gli "oneri" di essere stato il primo. Sarebbe potuto essere tutto più bello, tutto più pulito. Non semplice, ma vissuto senza troppe frustazioni. Ma forse è stato così anche per me, solo con qualche anno di ritardo. L'amicizia, quella fitta e totalizzante delle canne in macchina, delle discoteche, delle ragazze condivise.Quelli sconvolti per la verità, quelli che non ti abbracciano più per un anno, ma che poi sono sempre lì e sempre loro. La paura dei primi sentimenti e dei primi calori. La scoperta del mondo gay. Tra voglia di romanticismo, illusione della normalità e sesso facile veloce, appagante e non impegnativo. Ma anche i sentimenti che ti tolgono il respiro e la paura del domani. Ke poi immancabiomente, forse, si realizzerà. Non so se il libro che ho finito ieri sera di leggere sia autobiografico. Forse molto romanzato. Però forse anche a questo serve un libro. Lascia immaginare. Lascia sognare quello che sarebbe potuto accadere. Ti fa ricordare con un sorriso quello che ti è capitato. [Ma non era vero. A volte sentivo le cose andar via, ed era tutto così doloroso come staccarsi una cicatrice per far venir fuori la pelle [...] Era questa la felicità? Questa sensazione di pienezza e sollievo, la sorpresa e la meraviglia di essere esattamente dove bisognava essere senza sapere come ci fossi arrivato e senza volerlo sapere? - Bè il fatto è che lui poco fa mi ha detto di amarmi e io invece non ce l'ho fatta [...]- Tu la conosci "la costruzione di un amore" di Fossati? Dice: La costruzione di un amore sezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore se te ne rimane" Io non avevo mai pensato al futuro. Non seriamente. Riccardo avrebbe potuto non esserci. Era una possibilità. Quante persone avrebbero otuto non esserci. Era una possibilità. Quante persone avevo creduto importanti di colpo erano sparite? -Ti sei guardato intorno?- sbottò lui- Tu non sai cosa significa scoprire di essere gayed entrare in un posto pieno di uomini disponibili. Non hai nemmeno diciotto anni e ti scoperesti qualunque cosa. E il problema è che puoi. Perchè non gli feci capire che ero sveglio? Perchè non provai convincerlo a restare? Mi dissi che era inutile. Non tutto si può spigare, pensai[...] Se imparare a rassegnarsi fosse il segno che ero un adulto.] [ E io ho pensato al passato remoto, al passato che non è ancora passato, al presente e alla paura del futuro] |
C'è comunque stata la notte di mezzo. Disturbata, turbolenta.
Di quelle nelle quali l'insonnia sembra non mollarti, di quelle in cui non riesci a non pensare.
In cui non è giusto non pensare. C'è n'è bisogno, di notte.
E, forse, più è nera la notte, più la luce che segue ti sorprende.
Ti impaurisce? Forse. Ma è più umano lo stupore della luce che la paura della notte.
Sembra quasi liberazione.
E aspetti la mattina, anche se non sai cosa succederà.
Sai di stare bene solo con me e io con te.
E se la notte c'è stata, non si può negare l'alba, per quanto straordinaria e imprevista possa sembrare.
Forse non è niente di speciale, solo un Sole che ritorna, forse solo quel Sole che sa darmi l'unica alba dopo la notte.
Ri-svegliarsi e ri-partire.
Svegliarsi la mattina
Arriverà qualcuno che si prenderà il mio posto
e allora io starò solo a guardare.
Mi metterò seduto con lo sguardo fisso su di te
perché ho imparato ad aspettare.
Sono due giorni che camminiamo tre metri sopra al cielo.
E proprio adesso che ci penso mi ricordo
quante volte non ti ho perso per un pelo ma.
Solo con te, ma tu,
non ho bisogno neanche di pensare
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
sai cosa c'è ma cosa ci sta quando in fondo ad una storia
nessuno sa come andrà
tu mi spiazzi, ogni volta che mi guardi, mi parli persa nei tuoi traguardi
lo voglio fare davvero basta un attimo
lo voglio fare davvero se so che ti ho
non c'è situazione che spaventa,
solo con te quella voglia che ritorna.
Solo con te, ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma questo mi fa stare bene,
solo con te solo con te,
ogni giorno ti trovo nel mio mondo se stai con me,
non c'è bisogno neanche di pensare.
Solo con te
e svegliarsi la mattina,
con la voglia di parlare solo con te
e non è niente di speciale ma
questo mi fa stare bene, solo con te
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Come dire, assecondare sensazioni istintive, riconoscerle dentro di sè, ma procedere con cautela e riflettere sulla loro validità e fondatezza prima di agire di conseguenza o esternarle.
Si eviterebbero così molti malintesi. Si eviterebbero azioni di cui poi magari ci si pente. Si eviterebbe di creare situazioni in cui poi, si rimane invischiati.
Perchè poi tutte le azioni e le reazioni vanno a dipingere il grande quadro del passato. Spesso con colori indelebili. Spesso irrimediabilmente impressi nella tela della vita di ciascuno.
E se il quadro non è un capolavoro, quei segni, renderanno per sempre quel dipinto una mediocre crosta.
E così succede che, impulso dopo impulso, si consuma una storia e le sue conseguenze. Senza calcolare rischi, senza prevedere conseguenze. Una vita in balia delle sensazioni e delle pulsioni, tutt'altro che bohemienne, più vicina alle vicende di un navigatore poco esperto o, peggio ancora, di un bambino, incapace di guardare al futuro. Sanguinico e curioso, come è giusto che sia, passa da un gioco a un altro, senza sfruttare al massimo tutte le sue potenzialità, attratto solo da nuove forme e colori.
E' la sua età, e così deve procedere. Quel bambino ha almeno il pregio del gusto del rischio, mai tornerebbe indietro su qualcosa che non lo soddisfa più.
[Ed è bastato così. Riuscire a resistere all'eco di quel canto. E' bastato resistere un pò.
Pensarci,sì, ma non ripensarci. E quel canto si è spento e quell'impulsività scemata. Quelle parole hanno lasciato conseguenze, tanto quante come le azioni che le hanno precedute. Ma erano effimere. Ora che lo sguardo del bambino si è già dissolto, volto verso chissà quale nuova attrazione.
E' la sua età. E' giusto così. E' giusto anche capire quando non è più tempo di circondarsi di bambini. E' giusto non aspettarsi dal bambino quella determinazione e riflessione tipica del maturo stratega. E' bella anche per questo la sua età]
Intanto si vive... e sembra che ci si giochi il tutto per tutto, o quasi.
Intanto si vive... e sembra che si cominci a sentire quello stato innaturale.
Intanto si vive... e sembra che la paura razionale lotti di continuo con l'istinto.
Intanto si vive... e sembra che il passato sia così duro da affrontare e scacciare dalla mente.
Intanto si vive... e sembra che il mondo, ora sia possibile guardarlo solo da lì. Con la testa sulle tue gambe, mentre guidi e dal vetro, scorrono i palazzi, scorrono le vie, che riconosco, nonostante sembrino così nuove.
Intanto si vive... e sembra che sia meglio fermarsi a un tanto così.
Intanto si vive... e sembra che non riesca più a dormire bene.
Intanto si vive... e sembra che qualcuno abbia già lasciato scritto quello che volevi tu.
quando un sempre è un paradosso
quando per capire il senso
devi andare in controtempo
quando sei soltando un'ombra
nella vita di qualcuno
e ti basta perchè senza
non saresti piu' nessuno
quando la comodità
di un'amore a intermittenza
ti presenterà il suo conto
e non sarà mai abbastanza
quando il tempo sfoglierà
le pagine di questo amore
e ti sembrerà assurdo
non poterlo raccontare
perchè amare fino in fondo è uno stato innaturale
che prevede l'esclusione di ogni forma razionale
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude
quando recintare il cuore
con una gabbia di spine
sembrerà la soluzione
piu' adeguata per star bene
quando avanzare è un rischio
piu' rischioso è non rischiare
e non c'è utopia piu' grande
del doversi accontentare
quando vivere a metà
è una forte tentazione
che si eclissa in un istante
dove affonda la ragione,
quando il mondo è in controluce
e ti senti un negativo
modula l'esposizione
non cambiare l'obiettivo
perchè amare fino in fondo è uno stato innaturale
che prevede l'esclusione di ogni forma razionale
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude
è un lanciarsi senza rete
tra i coriandoli e le rose
è un bastione da scalare
è la mente che si illude.
V.Vaglio - Stato innaturale
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